Possibile Itinerario

One Way da Atene a Rodi  o Kos

(via Cicladi)  da 3 al 17/8 

14 giorni di CROCIERA (15 giorni incluso il  viaggio di ritorno)

l’imbarcazione include: Gps, autopilota, impianto stereo,  acqua calda corrente, tender, lenzuola

 

 

 

 

GRECIA- I S O L E  C I C L A D I

Da Atene A Rodi (One-way)

 

Un viaggio attraverso i secoli: l’itinerario in barca a vela che parte da Atene, attraversa le Cicladi e termina nel Dodecanneso alla scoperta della Grecia.

 

L’ipotesi di spezzare la tratta da Kithnos a Paros via Serifos è per rendere la navigazione meno lunga; naturalmente poi tutto il resto dell’itinerario deve essere scalato di un giorno che evidenzierò in rosso.

 

 

1.             (3 agosto)                           Atene                                     –          Capo Sunion

2.            (4 agosto)                           Capo Sunion               –          Kithnos

3.            (5 agosto)                          Kithnos                       -          Serifos

4.            (5 agosto)(6agosto)          Kithnos(Serifos)       -          Paros

5.            (6 agosto)(7agosto)     Paros                          -          Paros (Giornata senza navigazione)

6.            (7 agosto)(8agosto)          Paros                          -          Folegandros

7.            (8 agosto)(9agosto)          Folegandros              -          Ios

8.            (9 agosto)(10agosto)       Ios                              -          Micro Cicladi (Skhinoussa, Iraklia, ecc)

9.            (10 agosto)(11agosto)      Skhinoussa                -          Amargos

10.         (11 agosto)(12agosto)      Amargos                    -          Astiphalea

11.          (12 agosto)(13agosto)      Astiphalea                 -          Nisyros

12.         (13 agosto)(14agosto)      Nisyros                      -          Simy

13.         (14 agosto)(15agosto)      Simy                           -          Simy

14.         (15 agosto)(16agosto)      Simy                            -          Simy

15.         (16 agosto)(16agosto)      Simy                            -          Rodi (Porto di Mandraki)

16.         (17 agosto)                         Sbarco ore 09.00 partenza per rodi-Aeroporto per rientro.

Volo Olympic Airways ore 14.00 per Atene internazionale con coincidenza volo per Roma-fiumicino.

 

La giornata tipo è bagno in spiaggia o nuotata dalla barca alla spiaggia, snorkelling, navigazione, grigliata su spiaggia deserta, aperitivo in un barettino locale sul mare.

 

 

 

Giorno 1 (3 agosto)

Atene(marina Kalamaki) - Capo Sunion 20 mg , 3.25 ore di navigazione circa

Appena lasciato il Pireo e doppiato Capo Sounion, sovrastato dal tempio di Poseidone, si è in

mare aperto, nell’Egeo, famoso per le sue acque blu, per il terribile vento Meltemi e padre degli dei.

Strana terra quella che ad una costa frastagliata e ad un entroterra piuttosto montuoso accosta un numero infinito di isole più o meno grandi, abitate o quasi deserte, mondane o selvagge, verdi o aspre e montuose, piene di antiche vestigia o soltanto bianche case cubiche: tutte con in comune un fascino indescrivibile dovuto al sole abbacinante lungo i viottoli acciottolati, sui muri candidi delle case e delle cappelle a cupola, in un’atmosfera quasi irreale piena di sapori tipici, dalla retzina alle olive, dallo tzazichi all’anice dell’ouzo.

E’ l’itinerario ideale per la barca a vela, l’unico mezzo che unisce alla libertà della vita di mare la possibilità di scoprire angoli altrimenti inaccessibili, di visitare luoghi interessanti dal punto di vista archeologico, storico e naturale, Una vera vacanza ricca di fascino, cultura, sport e divertimento.

 

 

Giorno 2 (4 agosto)

Capo Sunion - Khitnos 23 mg, circa 3.35 ore di navigazione.

KEA  La prima isola che incontreremo sulla nostra rotta è Kea. Relativamente vicina alla terraferma (circa 20 Km) conserva intatto il fascino tipicamente cicladico che altre isole molto più lontane hanno perduto. Ricca di acqua e vegetazione, possiede una costa frastagliata che qua e là nasconde splendide calette. Dalla baia di Aghios Nikolaos (S. Nicola) un pullman raggiunge il capoluogo Kea, pittoresco borgo medioevale, nelle cui vicinanze si trova un colossale leone antico intagliato nella roccia. Un interessante sito archeologico è situato sulla piccola penisola di Aghia Irini, facilmente raggiungibile dal porto; un villaggio fortificato dell’Età del Bronzo (III millennio A. C.) particolarmente fiorente in epoca minoica.

KITHINOS  Da Kea poche miglia di navigazione ci portano a Kithnos, l’isola delle cesterie, dove potremo scegliere una baia selvaggia per un ottimo ancoraggio, oppure fare un’escursione al villaggio di Driopis per scoprire il ritmo e il modo di vita tradizionale. E se si avrà voglia di spiagge non resterà che dar fondo a Kefkes, Fikiado, o Episcopi.

 

 

Ipotesi di spezzare la tratta da Kithnos a Paros via Serifos per rendere la navigazione meno lunga; naturalmente poi tutto il resto deve essere scalato di un giorno che evidenzierò in rosso.

 

 

 

 

Giorno3 (5 agosto)

Kithnos – Serifos 21 mg, 3.15 ore di navigazione circa

 

E’ un isola a forma di cupola con le case bianche della Chora su di una collina conica a SE della sommità del monte Troullos (585 mt). Dal mare l’isola appare brulla, ma arrivando a Livadhi si scopre che è verde e boscosa e, nell’entroterra vi sono vallate ricoperte di vegetazione. La baia, quasi completamente chiusa dalla costa dell’isola con le case bianche della Chora sulla collina sovrastante, è molto bella e affascinante. La vista della baia e delle isole vicine che si gode dalla Chora vale senz’altro la faticosa camminata se si è perso l’autobus.

A Megalo-Khorio, sulla costa occidentale dell’isola, vi sono diverse miniere di ferro.

 

 

Giorno4 (6 agosto)

Serifos – Paros 31 mg, 4.40 ore di navigazione circa. Nel caso in ci si decida di fare tratta unica da Kithnos a Paros, il giorno tre diventerà il trasferimento diretto qui sotto e guadagneremo un giorno da passare magari in più in un isola che ci piace particolarmente e le date dell’itinerario saranno quelle in nero, altrimenti le date da tenere in mente sono esclusivamente quelle in ROSSO!!

 

 

Giorno 3 (5 agosto)

Kithnos - Paros   46 mg, 7.40 ore di navigazione circa.

PAROS Isola tra le più turistiche della Grecia: vi sono ovunque alberghi, discoteche, camere, ristoranti (in genere non buoni) ecc. Collegata più volte al giorno con il Pireo e con Rafina (a nord di Atene). Vi è anche una nave che tre volte a settimana la collega sulla rotta Thessaloniki - Irakleio (Creta) (FB Anemos della Nomicos Lines). Aerei da Atene e charter da tutta Europa. Ottimo come punto di ritrovo per giovani in cerca di compagnia, la mattina le spiagge sono semivuote fino alle 13 in quanto si va a dormire di mattina, meno adatta per chi cerca la natura e la tranquillità. La parte più turistica ed affollata è quella intorno a Naussa con le belle spiagge tra massi arrotondati di granito, la zona più tranquilla è la parte sud vicino Glifa. A Pisso Livadi c'è un diving center che organizza escusioni sub sui fondali tra Paros e Naxos (circa 10.000D attrezzatura compresa). In gommone la zona sud è più tranquilla, meno battuta dal vento (comunque sempre forte), ma le spiagge sono quasi tutte raggiungibili anche a piedi dalla strada. Un consiglio: se siete a Paros, non fermatevi ma spostatevi ad Antiparos.

 

 

Nell'antichità classica l'isola più ricca dell'intero Egeo, con cave di luminoso marmo che da qui veniva esportato in tutto il mondo. Inoltre patria del poeta Archiloco. Oggi un'isola coperta di vigneti e dalle case di un bianco abbagliante: profumo di timo tra le vie. Attrezzata per giovani turisti, e con notevoli spiagge dorate, tutte raggiungibili in autobus o in barca, Paros è il crocevia di tutti i collegamenti via traghetto per le varie destinazioni cicladiche. Nel capoluogo Parikia, antico, medievale e moderno convivono armonicamente. Originariamente questo era un porto che prosperava sul commercio del marmo. Nei suoi dintorni, nella verde oasi di Petaloudes, si trova la valle delle farfalle.
A Naoussa i pescatori frequentano ancora i caffè e le taverne del vecchio porto veneziano: di fronte all'attracco le rovine semidiroccate ed in parte sommerse del castello. Da non perdere la strada lastricata e Ekatontapyliani, la chiesa "dalle cento porte", entrambe dell'epoca bizantina. In verità le porte sono novantanove e la leggenda vuole che nel momento in cui la centesima sarà trovata Costantinopoli tornerà ad essere greca. Nei dintorni della chiesa è visibile su una roccia l'impronta del piede di Agia Theoktisti, la giovane donne che, sfuggita ai pirati, si rifugiò nei boschi dell'isola dove visse nascosta per trentacinque anni. Sulla spiaggia di Kolymbithres enormi rocce che sembrano sculture dalle strane forme.
Lefkes è villaggio montano tra i pioppi perfettamente conservato, capitale dell'isola durante il medioevo: qui, nella seconda metà di Agosto, si tengono concerti di musica bizantina. Nella vicinissima e facilmente raggiungibile isola di Antiparos, un tempo collegata da un ponte, oltre al perfetto esempio di kastro fortificato veneziano del xv secolo, si trova la famosa caverna con stalattiti e stalagmiti dove spesso amava recarsi Lord Byron.

 

 

Giorno 4 (6 agosto)  (giorno 5  7agosto)

Paros – Antiparos – Paros Nessuna navigazione.

Giornata da dedicare alla scoperta dell’isola di Paros e delle sue spiagiette. Si potranno affittare scooter o moto da Enduro per fare il periplo dell’isola ed ammirare viste mozzafiato.

Inoltre se si vuole durante la giornata piccola veleggiata ad Anti-paros per un bagno.

Antiparos e Despotiko

Raggiungibile facilmente da Paros è molto più tranquilla, anche se nel pomeriggio vengono dei turisti (in genere a piedi) da Paros. Dal paese una strada porta verso sud, dove c'è una bella spiaggia. La strada poi scavalca le colline e con altri 4 Km. di sterrata buona si giunge ad Aghios Gheorghios, un gruppo di villette sparse, due ristoranti ed un campeggio.
Questo è il posto ideale per chi è in gommone o barca a vela, in quanto da questa zona di mare riparata tra Antiparos e Despotiko si possono raggiungere molte belle spiaggie su entrambe le isole. Andando in gommone verso sud si trovano grotte ed archi naturali, e prima della punta sud di Antiparos due belle spiagge. La migliore spiaggia di Despotiko, che è un'isola disabitata, è vicino la punta S-O: è un grande triangolo di sabbia grigia che si incunea nel letto di un fiume (secco in estate). Altra attrattiva di Antiparos la grotta che vanta visitatori illustri nell'ultimo secolo, raggiungibile in strada asfaltata.

 

 

 

 

 

 Giorno 5 (7 agosto) (giorno 6  8agosto)

Paros - Folegandros  30 mg , 4.35 ore di navigazione circa

FOLEGANDROS Lasciata Paros  si fa rotta verso Folegandros.

Situate all’estremità meridionale delle Cicladi  assomiglia come una goccia d’acqua a Sifnos. Arrivando dal mare Folegandros si presenta come una montagna  a forma di altopiano appoggiato sul blu dell’Egeo. Si attracca  a Karavostasi, il porticciolo con due case  e due calette di sabbia che aspetta sonnecchiando i pochi turisti che sbarcano. Inerpicandosi su aspri sentieri, o con un taxi, si raggiunge l’incantevole villaggio sull’altopiano edificato nel più puro stile cicladico, interamente racchiuso all’interno di un’autentica fortezza medievale. Una coreografia teatrale da dove si può ammirare un panorama mozzafiato sul mare aperto e le isole del nord che si intravedono appena. Da non perdere il sorgere del sole dal Convento della Panaghia Palekastou e le baiette sottostanti.

 

 

Giorno 6 (8 agosto) (giorno 7  9agosto)

Folegandros - Ios  16.5 mg, 2.40 circa  ore di navigazione

IOS  Secondo la leggenda qui Omero esalò il suo ultimo respiro. Ciononostante non rimangono nell’isola molte vestigia dell’antichità. Gli amanti delle escursioni possono raggiungere le rovine del castello veneziano dei Crispi (XV sec.). Oppure per apprezzarne appieno il tipico carattere cicladico, girovagare per le stradine acciotolate alla scoperta di candide casette cubiche, di arcaici mulini a vento e delle quasi 400 cappellette a cupola disperse in ogni angolo. Negli anni ‘70 Ios era nota come l’isola degli hippies. Il tam tam dei circuiti alternativi (vi ricordate le evocazioni di Abatantuono in Marrakesh Express?) ne aveva fatto la meta privilegiata di ragazzi variopinti e capelluti che ogni estate da tutto il mondo calavano a riempire le taverne dell’incantevole villaggio (uno dei più belli dell’Egeo) e le spiagge dorate della costa Sud-Ovest. Oggi forse quell’aria libera e cosmopolita si è un poco persa grazie ad un turismo più mondano e convenzionale. Numerosi i ristorantini, i disco-bar, e le taverne dove mangiare, cantare e danzare sotto il cielo stellato del mediterraneo. Le spiagge più note sono Milopotas, Kombora, Milokatos. Ma lo spettacolo del tramonto su Manganari, la baia dal nero istmo vulcanico, è davvero un’esperienza imperdibile.

 

 

Giorno 7 (9 agosto) (giorno 8  10agosto)

Ios – (Microcicladi) Skinoussa (Baia Myrsini) 16 mg, circa2,30 ore di navigazione

Skinousa-Karos 6/7mg, 1 ora circa di navigazione

MICROCICLADI Una manciata di isolette brulle di cui alcune completamente disabitate. Ci sono belle insenature deserte a Donoussa, Skhinoussa e Koufonissia con poco turismo. Villaggi tipici che stanno conoscendo un timido sviluppo turistico vi accoglieranno in una atmosfera molto greca. Piccole Cicladi: Iraklia Spiagge: poche, oltre il paese solo la spiaggia di Mourto è raggiungibile a piedi. Gommone: due belle spiagge sulla punta Sud-ovest. Raggiungibile facilmente Schinoussa, ed anche più lontana Keros, e le due Koufonissi, con il vantaggio del meltemi a favore al ritorno. Non vi è benzinaio sull'isola. Mangiare: alcune taverne spesso con menu limitato, solo un ristorante, panoramico sopra il paese, ha scelta . Un solo negozio, ovviamente caro, che fa da market, caffè, posto telefonico pubblico, agenzia dei traghetti.

 

 

 

Piccole Cicladi: Schinussa spiagge molte belle ed accessibili a piedi; consigliamo Gerolimionas (un pò lontana, a nord), Psili Ammos, a nord-est, con molta sabbia. Gommone: molte insenature e belle spiagge, tra cui consigliamo, oltre le due raggiungibili a piedi, la spiaggia sull'istmo dell'isolotto di Ofidussa (o Agrilos?) a sud;

Piccole Cicladi: Koufonissi Spiagge: belle ed accessibili a piedi. Gommone: si raggiunge facilmente Kato Koufonissi, dove vi è solo qualche casa ed un ristorante e molte belle insenature e spiagge, e l'isolotto di Glaros, con due piccole spiagge, faraglioni e grotte. Si può proseguire anche per Schinoussa ed Iraklia. Anche Keros è raggiungibile ma bisogna fare attenzione al ritorno con il meltemi contro. Attenzione: non vi è benzinaio, è possibile però acquistare la benzina al market su ordinazione. Mangiare: buono il ristorante Melissa, nel paese. Due soli negozi che vendono un po' di tutto.

Piccole Cicladi: Keros l'isola non e' abitata nonostante sia piu' grande delle altre. E' quindi in genere raggiunta in gommone da Koufonissi o da Schinoussa (quando non soffia il Meltemi). Le sue coste sono quasi tutte a strapiombo con begli scorci, ma senza possibilita' di approdo. Vi sono solamente una profonda insenatura a meta' del lato sud con una spiaggia di ciottoli che risulta poco praticabile perche' fa parte di un ovile di capre; e due belle spiaggette proprio di fronte a Schinoussa in corrispondenza di un isolotto.

 

 

Giorno 8 (10 agosto) (giorno 9  11agosto)

Karos-Amorgos 10 mg, circa 1,30 ore di navigazione

AMORGOS Altissima sul mare Amorgos riserva piacevoli sorprese a cominciare dal porto dove si può ormeggiare sulla banchina davanti ad innumerevoli taverne e negozietti. Dal porto un autobus porta a Chora in cima all’isola, dalla quale si scende sul versante opposto al famoso monastero di Hozoviotissa, spettacolare costruzione su una parete a picco sul mare.

La spettacolare e poco popolata Amorgos si trova nell'estremità orientale delle Cicladi; una volta rappresentava lo scalo ideale per le navi dirette verso il Dodecanneso.
Si tratta di un'isola arida ed essenziale, attraversata da una catena montuosa che sul versante occidentale digrada verso il mare mentre su quello orientale presenta coste rocciose e vertiginosi dirupi. Poche le spiagge, i villaggi conservano intatta l'atmosfera di un lontano passato. L'isola viene spesso identificata con il monastero bizantino dell'XI secolo di Chozoviotissa, dedicato alla "vergine che salva la vita" e posto in una zona impervia, a trecento metri di altezza, quasi ad incastro nella roccia, sulla ripida scogliera a picco sul mare.
Costruito da alcuni pellegrini provenienti dalla lontana Palestina, in verità si tratta di una vera e propria fortezza a più piani con tanto di cortile interno e feritoie da castello medievale. Per raggiungerlo occorre salire mille scalini. Qui sono conservate preziose icone sacre ed antichi manoscritti, qui ancora vive una ristretta comunità di monaci anacoreti, che in caso di necessità offrono ospitalità al viandante.
Il villaggio di Chora rappresenta il perfetto esempio di architettura cicladica, con il classico dedalo di viuzze, le circa quaranta chiesette, le piccole piazze con gli ulivi; nelle immediate vicinanze mulini a vento ormai abbandonati. Singolari i gradini della strada principale di Lagkada, decorati con margherite dipinte.

 

 

 

Giorno 9 (11 agosto) (giorno 10  12agosto)

Amorgos-Astipalea 40 mg, circa 6,40 ore di navigazione

ASTIPALEA (Stampatia)  Ripresa la nostra navigazione nel mare degli dei, rotta verso un’isola tutta da scoprire. Un po' ai margini degli itinerari turistici più battuti, Astipalea non deluderà gli amanti delle bellezze naturali, dei fondali pescosi (era chiamata “mensa divina” per la bontà e l’abbondanza del pesce) e delle calette deserte. Il capoluogo è dominato da un’antica costruzione veneziana e contornato dai tipici mulini a vento. E’ il segno che siamo ancora nelle Cicladi, anche se ormai prossimi agli arcipelaghi del Dodecanneso. E questo è davvero il posto giusto per ritemprarsi prima della traversata che ci condurrà verso oriente, fino a lambire le coste dell’Asia anatolica.

 

 

Giorno 10 (12 agosto) (giorno 11  13agosto)

Astipalea -Nisyros 36 mg, 6 ore di navigazione ( tappa a Yali se c’è Meltemi)

NISYROS La forma rotondeggiante testimonia l’origine vulcanica di quest’isoletta. L’apice dei due crateri (Alessandro e Polibote) si erge a circa 700 metri e sovrasta la depressione di Lakki (4 Kmq) al cui bordo estero si trovano i pochi villaggi. Le bianche casette del capoluogo Mandraki spiccano sul basalto nero del suolo e accolgono le barche insieme ad un austero castello, antico testimone di chissà quanti scontri fra i pirati Ottomani e i cavalieri di S. Giovanni. Nysiros non è molto ricca d’acqua, ma certamente non mancheranno Ouzo e Metaxa per rallegrare le nostre notti.

 

 

Giorno 11 (13 agosto) (giorno 12  14agosto)

Nisyros-Simy 35 mg, 6 ore di navigazione

SIMY Da Nisyros la rotta di Sud Est ci condurrà alla piccola Simy, un’autentica “gemma” dell’Egeo. Siamo a due passi dalla costa turca, Verso il tramonto, tendendo l’orecchio pare quasi di sentire il grido del Muezzin che chiama alla preghiera. Ma la vicinanza con la Licia di deduce anche dall’architettura, ispirata alla purezza delle linee doriche: edifici ricchi di colonne e balconi, talvolta colorati, decisamente lontani dalla “semplicità” cicladica. Come altre isole del Dodecanneso anche Simy per molti anni (a partire dal primo dopoguerra) fece parte del regno d’Italia. Non c’è da stupirsi che qualche vecchio isolano approfitti del visitatore per scambiarsi quattro chiacchiere e ripensare alla sua gioventù. Salendo dal porto di Eghialo, pieno di allegre taverne e piacevoli ristorantini, si arriva al capoluogo Simy per vedere il Kastro Bizantino e le pitture murali della chiesa di Panaghia. Vale la pena di issare la vela per raggiungere le baie di Nanon e Marathanda (SE) e soprattutto gli isolotti di Seskli e Nima.

A sole ventiquattro miglia marine da Rodi si trova la rocciosa e montuosa Simi, isola dalla lunga tradizione, per lungo tempo il vero e più ricercato cantiere navale di tutto l'Egeo. In prossimità della spiaggia di ghiaia di Nos è ancora possibile visitare quello che resta degli antichi cantieri dai quali uscirono diverse navi destinate alla guerra di Troia, nonchè le agili imbarcazioni utilizzate nel medioevo dai Cavalieri di San Giovanni. Pare che addirittura gli stessi turchi si rivolgessero agli abili artigiani navali dell'isola. Altre attività che resero nota Simi furono quelle della scultura del legno, i cui risultati sono ancora visibili sui portoni, nelle chiese e nei monasteri, e soprattutto quella della pesca delle spugne.
L'antico metodo di pesca era quello di legarsi una pietra al collo per favorire la discesa, per poi liberarsene per la riemersione. Ma poi si narra che nel 1865 qualcuno tornò da Bombay con uno scafandro... A Simi città splendida la vista del porto di Gialos, circondato da eleganti edifici neoclassici di chiara ispirazione italiana, color pastello con frontoni triangolari. Una sorta di affascinante Portofino orientale. Isolato si trova il monastero di Panormitis, dedicato all'Arcangelo Michele, protettore dei naviganti, e adornato di pregevoli affreschi bizantini, meta di numerosi pellegrini (dispone anche di alcune camere per ospitarli) che vi lasciano le proprie offerte votive.

 

 

Giorno 12 (14 agosto) (giorno 13  15agosto)

 

Giorno 13 (15 agosto) (giorno 14  16agosto)

Simi – Rodi 20 mg, 3,30 ore di navigazione

RODI  L’ultima tappa del nostro viaggio sarà Rodi, la più grande isola del Dodecanneso. Un clima dolce, paesaggi incantevoli e molte vestigia dell’antichità ne fanno il luogo ideale per terminare la vacanza prima di prendere l’aereo che ci riporterà in Italia. Vicinissima al golfo turco di Marmaris è oggi un’isola turistica e molto ben attrezzata; specialmente il capoluogo che offre molti ristoranti e taverne che servono specialità di pesce. Merita una visita la città vecchia con le sue antiche mura della città crociata, mentre l’entrata nel porto tra le colonne che sostenevano il gigante ci annunciano che il viaggio è fintito, ma il sogno continua.

L'isola un tempo era rappresentata dal leggendario colosso bronzeo alto quaranta metri e posto a guardia del porto di Mandraki; serviva sicuramente da faro, ma non è assolutamente provato che i vascelli passassero sotto le sue gambe. Considerato una delle sette meraviglie del mondo, il colosso pare fosse stato realizzato da Carete di Lindos, scultore che vi lavorò per dodici anni e che poi si suicidò.
Nel 227 a.c., in seguito ad un terribile terremoto, l'opera scomparve senza lasciare traccia, ed oggi è sostituita da due cervi. Subito dopo il Pireo si trova attualmente in questo porto la base nautica più importante della Grecia. Attratti dalle sue spiagge e dalla sua storia (Rodi presenta resti romani, kastri veneziani, fortezze genovesi), probabilmente è questa l'isola che vanta la maggiore presenza di turisti italiani. Per il suo clima oltremodo mite e per la luce dalle tinte uniche, gli antichi la ritenevano protetta da Elios, dio del sole. E proprio a lui avevano dedicato l'enorme colosso. Il capoluogo Rodi conserva evidenti ed intatti caratteri di città medievale (la cinta muraria con le undici porte e gli stemmi, la via dei Cavalieri, l'arsenale, l'ostello delle "sette lingue", il palazzo dei Gran Maestri, l'ospedale dei Cavalieri) ed ottomana (la moschea di Solimano, l'hamman ovvero il bagno turco, la biblioteca Havuz).
Lindos è splendido piccolo villaggio iconografico con ottime spiagge ed un'animata vita notturna; al suo interno motivi bizantini, islamici e cavallereschi si sono integrati in modo perfetto. I cortili fioriti mostrano mosaici di sassi dalle ardite geometrie caleidoscopiche. Sopra il villaggio si erge il castello dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme (Ordine di Malta), costruito intorno all'antica acropoli ed alle rovine del tempio di Atena. I Cavalieri di San Giovanni, ordine originariamente istituito dai mercanti di Amalfi e presente in tutte le isole del Dodecanneso, per due secoli si opposero strenuamente all'avanzata dei Turchi e dell'Islam in occidente.
Giustamente famosa la spiaggia di Faliraki; imperdibile, all'interno dell'isola, la colorata valle delle farfalle gialle di Petaloudes (vicino a Paradissi), dove sono inoltre presenti i "liquidambar", rarissimi alberi d'ambra, una sorta di platani di origine asiatica dai quali si ricava una gomma utilizzata per l'incenso. A Baia Ladikò nel 1961 venne girato il film "I cannoni di Navarrone" con Gregory Peck e Anthony Quinn

 

 

 

 

Percorso alternativo da vedere sul momento in base al tempo a disposizione,è comunque evidenziato sulla cartina con il tratto viola il basso a destra!!

 

Giorno 11 (13 agosto) (giorno 12  14agosto)

Nisyros - Tilos  mg,   ore di navigazione

 

 

Giorno 12 (14 agosto) (giorno 13  15agosto)

Tilos – Khalkia  mg,  ore di navigazione

 

 

 

 

Note Tecniche:

Il viaggio coprirà tante miglia, ma è stato concepito in modo da permettere una navigazione relativamente tranquilla: il vento in questa stagione soffia da nord e N.E. quindi scendendo verso Sud si può contare su un vento portante. Tra un’isola e l’altra ci sono tra le 20 e le 30 miglia da coprire. Sono previste quindi dalle 4 alle 6 ore giornaliere di navigazione permettendo così di unire relax, bagni, gite culturali.

 

La Grecia è un paradiso per il navigatore, lo è per la storia e lo è per il silenzio, la luce, il ritmo di vita. In una crociera non si può vedere e capire tutto. Forse è meglio cercare di sintonizzarsi con il ritmo del paese lasciando spazio per un caffè greco o per un Ouzo, per camminare mollemente fino ad un monastero; fare in po' meno, ma lasciarsi la voglia di tornare.